Saverio « TaSa »

Dopo il diploma magistrale, nel ’72, all’ « E. P. Fonseca » (nella mia classe c’era anche Marcello D’Orta), ho frequentato il 5° anno integrativo e nel frattempo ho partecipato al concorso magistrale a Varese.
In realtà volevo solo trascorrere una settimana con la mia bella (varesina doc) perchè finito l’anno integrativo avevo intenzione di iscrivermi, come poi feci, all’Orientale al corso di « Lingue, storia e filosofia dell’Estremo Oriente » con giapponese quadriennale e cinese biennale… comunque superai facilmente la prova scritta.
Avrei avuto, in futuro, l’occasione per un’altra settimana con la bella di cui sopra.
Anche la prova orale, che affrontai molto « sportivamente », andò bene ma, ripeto, non avevo intenzione di fare il maestro!

Avevo cominciato a frequentare le prime lezioni all’università quando (metà ottobre ’74) la mia ragazza mi annunciò ch’ero entrato in ruolo come maestro elementare e che da lì a poco mi sarebbe giunta la comunicazione ufficiale.
Per la verità la prima cosa a cui pensai non fu né il lavoro né la « sistemazione » ma … LEI…

Cominciò così!

Una volta a Varese mi resi conto che non era possibile seguire gli studi universitari che avevo scelto: avevo avuto poco tempo per frequentare le lezioni, non avevo avuto modo di conoscere qualcuno che potesse aiutarmi comunicandomi le date o passandomi appunti od altro… Anche cambiare università era un problema: solo a Venezia c’era qualcosa di simile ma lo studio delle lingue orientali richiedeva una frequenza assidua almeno dei laboratori linguistici…
Il primo anno passò come pure il secondo ed il terzo… ma avevo altro a cui pensare e non era certo lo studio (capisc’ a mme!)…

Devo dire che un po’ alla volta il lavoro che avevo iniziato per caso cominciò a piacermi e, molto!

Per farla breve, perchè mi sono accorto d’essermi già dilungato troppo, ho poi sposato un’altra (sempre di Varese) di cui mi ero nel frattempo innamorato, ho due figli Giulia di 16 anni e Gianni di 13, continuo a fare il maestro (mi piace sempre molto stare coi bambini ma non sopporto la burocrazia di contorno: registri, schede e quant’altro hanno saputo inventare per rovinare la professione), mi diletto di falegnameria, fotografia, informatica e storia patria (del Regno che fu).

Amo i gatti, la poesia (scrivo ancora qualcosa ogni tanto), le buone letture e la buona musica, il Giappone e i pellerossa, ‘o presepio, Napoli e… voi tutti della lista.

P.s. da quando c’è bossi mi sento in esilio!